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Da una parte
la Saras di Sarroch, la più grande raffineria dell'intero Mediterraneo
e la maggiore industria della Sardegna. Dall'altra l'Università
di Cagliari che, con i suoi 40mila iscritti e oltre 3.500 laureati all'anno,
è certamente il più importante centro culturale dell'Isola.
L'incontro tra queste due realtà, fatte di grandi numeri e geograficamente
vicine, era non solo auspicabile, ma necessario. Nel dicembre '99 un Protocollo
d'Intesa, integrato nel febbraio successivo, lo ha formalizzato aprendo
prospettive di grande interesse in termini di scambio di competenze tra
realtà aziendale e mondo universitario e di inserimento di giovani
nel mondo del lavoro. Qualche dato può aiutare a capire il lavoro
che è stato messo a frutto in questi ultimi anni.
L'accordo raggiunto tra Saras ed Università di Cagliari ha dato
vita a 4 dottorati ricerca triennali (di cui tre con Ingegneria ed uno
con Chimica) e ad altre 110 esperienze tra tirocini per abilitazione,
borse di studio e stages per completare con la pratica il bagaglio teorico.
La Facoltà di Ingegneria è stata, naturalmente, in prima
fila in quest'operazione, ma anche da Giurisprudenza, Scienze Politiche,
Economia, Psicologia, Scienza dell'Educazione e Scienze Biologiche c'è
stato un ampio "reclutamento" di giovani. Sul fronte della ricerca
e della consulenza, un team formato da ingegneri Saras e docenti universitari
ha portato a termine dal 2000 ad oggi 6 applicazioni di durata pluriennale
in merito allo "Studio e la realizzazione di sensori software con
tecnologia neurale per la predizione della qualità degli idrocarburi
in colonne, frazionamento e distillazione primaria". Un altro progetto
pluriennale, che ha unito gli sforzi di esperti Saras e di professori
universitari, ha avuto inizio nel 2002 ed ha avuto per oggetto la "Realizzazione
di un impianto pilota per il trattamento delle acque di scarico".
Un terzo progetto pluriennale è stato infine avviato quest'anno
ed ha riguardato "Attività di ottimizzazione controlli avanzati
- controlli adattivi". Grande spazio ha avuto poi la collaborazione
sviluppatasi in ambito didattico, concretizzatasi in un insegnamento di
"Tecnologia
del petrolio e petrolchimica" rivolto agli studenti del 4° anno
(il primo della Laurea specialistica) del Dipartimento di Ingegneria Chimica
e Scienze dei Materiali, nell'organizzazione di seminari, nella partecipazione
a conferenze internazionali e nella realizzazione di visite guidate in
raffineria. Nell'ambito di queste attività, il corso di formazione
svoltosi da ottobre 2000 a settembre 2001 per ingegneri di processo in
industrie del comparto petrolifero ha avuto come sede la raffineria di
Sarroch ed ha avuto come ricaduta occupazionale l'assunzione di cinque
neo laureati in Saras e di altri due in società del Gruppo. Una
collaborazione, dunque, che a soli quattro anni dal suo avvio sta dando
frutti importanti e che si sta imponendo come un esempio avanzato di dialogo
costruttivo tra strutture formative e realtà aziendale. Ne parliamo
con il professor Pasquale Mistretta, Rettore dal 1991 dell'Ateneo.
Professor Mistretta, l'Università di Cagliari è certamente
una realtà di grande rilevanza nel contesto insulare. Può
darci un'idea della sua "impronta" a livello nazionale?
L'università di Cagliari è la sedicesima in Italia su
77 Atenei. Questo a significare dimensione e ruolo di assoluto rilievo.
Di fatto, appare però evidente che le nostre dinamiche di sviluppo
confliggono con le risorse a disposizione.
Quali
specificità e quali punti di forza la caratterizzano?
La nostra è un'Università ad ampio spettro. Vantiamo una
storia di 400 anni e con questa, radici molto solide in Medicina, Scienze,
Ingegneria, Lettere e Giurisprudenza. La credibilità scientifica
e formativa è frutto di ricerche avanzate, docenti di elevato livello
e politiche attente anche alle esigenze del contesto locale. Ma, visti
i tempi, il rischio che possano esserci delle flessioni nell'insieme delle
nostre attività è reale.
Ma in quali aree, in particolare, Lei ritiene che il suo Ateneo debba
investire nei prossimi anni per raccogliere la sfida di un mercato del
lavoro sempre più competitivo?
Di certo dobbiamo investire in informatica, matematica e, per contro,
in psicologia, storia e letteratura. Senza ovviamente trascurare ingegneria
ed economia.
Come
giudica il rapporto con il contesto produttivo nel quale opera l'Ateneo
e su quali aree o settori ritiene sia più urgente investire in
futuro per migliorare il processo di integrazione con il territorio e
la collaborazione tra aziende e Università?
Complessivamente siamo di fronte ad un rapporto più che positivo
sulla carta, ma molto debole in termini finanziari. Comunque, con l'Università
diffusa, l'area operativa dedicata al settore in questione, siamo impegnati
in maniera incisiva per misurare i nostri compiti formativi con le esigenze
del tessuto produttivo e delle amministrazioni locali.
La
collaborazione con il Gruppo Saras, in particolare, ha tratto impulso
dal Protocollo d'Intesa sottoscritto nel dicembre '99. Può tracciare
un primo bilancio di quest'esperienza?
La Saras rappresenta per il nostro ateneo il referente principale tra
i partner privati. E non solo per la dimensione dell'azienda petrolchimica
a fronte della nostra. Ma anche perché la Saras fin dal primo momento
ha capito quanto fosse importante che l'Università di Cagliari
crescesse, anche grazie ad alcune sue collaborazioni, in previsione di
un indotto specialistico universitario che come immagine e non solo, si
sarebbe riversato sull'azienda stessa. Il nostro lungo e proficuo percorso
di collaborazione si concretizza in borse di studio, contratti, tirocini,
assunzioni di giovani laureati, partecipazioni a convegni e seminari,
formazione integrata per il personale tecnico e amministrativo, iniziative
culturali, di comunicazione e aziendali.
Quale
contributo specifico un gruppo leader del settore energetico, come la
Saras, può offrire alla comunità scientifica?
Il contributo di una società delle dimensioni della Saras è
fondamentale perché, oltre a vantare un'esperienza specifica di
ricerca all'avanguardia, diventa referente sia per emulazione, sia per
risultati, su tutte le ricerche nel campo della chimica, dell'ingegneria,
della fisica, della prevenzione, della sicurezza, dell'informatica e dei
trasporti. Sono convinto che il reciproco coinvolgimento nei processi
di espansione e crescita è indispensabile al rafforzamento delle
proprie strategie di sviluppo.
In quali ambiti può crescere e rafforzarsi nei prossimi anni
la collaborazione fra il suo Ateneo e la Saras?
Mi auguro un futuro di sempre maggiori sinergie formative e di ricerca.
E soprattutto, non voglio sottovalutare il fatto che la Saras ha una proprietà
che nasce a Milano e che ha voluto investire in Sardegna non solo per
le nostre bellezze ambientali, ma perché ha intuito nel Mezzogiorno
una possibilità di dialogo forte e costruttivo ancorato al contesto
locale isolano e al bacino del Mediterraneo.
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